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Claudio Mazzi
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ClClaudio Mazzi

 

CHI E' CLAUDIO MAZZI

Claudio Mazzi è prima di tutto un artista.
Un artista che ha scelto di comunicare attraverso l’aerografo, lo strumento che gli permette di dare corpo al concetto di bellezza e di armonia, elementi semplici ed immediati che si riflettono in ogni lavoro del Maestro.
Il suo linguaggio è l’iperrealismo, da quando ancora bambino, vide per la prima volta a Firenze i disegni del Maestro assoluto Leonardo da Vinci ne fu assorbito, affascinato e decise di cercare nella propria arte la realtà assoluta.
In seguito l’Istituto d’arte è stato una scelta naturale che lo ha portato a conseguire nel 1984 il titolo di “Maestro d’arte in grafica e fotografia”.
Quei 5 anni di studio hanno indirizzato i suoi gusti e concretizzato la sua passione per l’iperrealismo, per le immagini fotografiche, per l’essere “artista”.
E’ in quegli anni che avvenne anche il primo incontro con l’aerografo, un vero colpo di fulmine, e qui iniziò la lunga strada per carpirne ogni segreto, per entrarvi in sintonia.
Terminati gli studi Mazzi dà vita allo studio Kreo, marchio che ancora oggi rappresenta il suo atelier.
In quegli anni gli aerografisti in Italia erano veramente pochi e Mazzi dovette sperimentare a lungo per affinare la propria tecnica. Iniziò a studiare i lavori dei grandi artisti dell’aerografo quali Giorgio Guazzi e Alberto Ponno, i manifesti di Renato Casaro, ancora oggi fonti di ispirazione per Mazzi e il custom painting dei Maestri Americani.
Ben presto i lavori di Mazzi divennero piuttosto popolari e il primo grande lavoro non tardò ad arrivare, commissionato dalla Malaguti moto. La casa Bolognese puntò sul nome di Mazzi per un’operazione commerciale e promozionale decisamente impegnativa: mettere sul mercato una collezione di 5.000 scooters dipinti completamente a mano. Questa titanica operazione tenne impegnati per 5 anni il Maestro ed un team di 12 artisti provenienti dalla sua scuola.
Dopo il successo di questi dipinti diverse aziende iniziarono a contattare Mazzi con crescente frequenza: iniziò a dipingere armi da collezione e la Citroen Italia gli affidò la decorazione di numerosi Berlingo per il lancio nazionale di questo modello.
Un momento focale per la sua carriera fu quello nel quale la Ducati Motor decise di fare di Mazzi il suo decoratore ufficiale.
Tutto ebbe inizio quando gli venne commissionata una collezione di dipinti sul modello “Monster” ed il successo di pubblico fu tale che la Ducati decise di creare un catalogo dedicato ai serbatoi dipinti da Mazzi.
Da quel momento il Maestro realizzò centinaia di decorazioni e fu presentato in diverse manifestazioni quale “artista ufficiale Ducati”.In questo periodo furono realizzati prestigiosi lavori per la Shell, per Carl Fogarty, Loris Capirossi, Troy Corser, per il presidente del Guatemala e per numerosi personaggi pubblici.
Nel frattempo il nome di Mazzi era diventato estremamente noto nel mondo delle 2 ruote; tra i lavori più prestigiosi vi sono dipinti su Harley Davidson che vinsero numerosi premi e attirarono l’interesse di stampa e televisioni nazionali.
Nello stesso periodo si ricorda la realizzazione di illustrazioni per la Maserati auto con i quali sono stati stampati due calendari da collezione e posters.
Splendida anche la collezione di biciclette in fibra di carbonio progettate dalla Ferrari e prodotte dalla Colnago che Mazzi ha dipinto a tema “Ferrari”. Si tratta di decine di modelli di auto da strada e da corsa dipinti sulle canne di queste prestigiose biciclette.
Anche i caschi sono stati trasformati dall’aerografo di Mazzi, caschi di singoli estimatori o di aziende quali Bieffe e Osbe.

Nel 1996 si è verificato un evento che ha cambiato profondamente la direzione del lavoro di Mazzi: l’incontro con la Zippo Italia gli ha aperto le porte del mondo del collezionismo.
L’accendino Zippo conta decine di migliaia di collezionisti in tutto il mondo e molti di loro oggi conoscono, amano e collezionano gli Zippo dipinti da Mazzi. I suoi accendini aerografati oggi sono più di 13.000, i pezzi unici vengono astati e venduti a migliaia di dollari ed esistono collezionisti che possiedono 150 o più Zippo by Mazzi.
Insomma, ne è nata una collezione che ha portato Mazzi ad esporre e a dimostrare la sua abilità dal vivo in tutto il mondo: Washington D.C., Atlanta, Pennsylvania, Germania, Olanda, Francia, sono solo alcuni dei paesi che hanno ospitato Mazzi e la sua strabiliante collezione di Zippo e di penne Visconti. E grazie a queste esperienze il Maestro ha potuto scoprire la propria grande inclinazione per le miniature ad aerografo, un’arte tanto difficile quanto affascinante, applicata in seguito su numerosi oggetti : i quadranti di orologi sono stati ottimi supporti, così come le impugnature di coltelli da collezione “Case”.

 

COS’E’ UN AEROGRAFO

L’aerografo è lo strumento che Mazzi utilizza per dipingere.
Si tratta di una piccola pistola a spruzzo il cui aspetto è più simile ad una penna rispetto a quello di un pennello tradizionale. Questo strumento ha una qualità magica: disegna e dipinge senza toccare la superficie e tuttavia i suoi risultati sono vibranti e rifiniti; il suo segno è caratteristico per l’illusione tridimensionale, per la lucidissima morbidezza delle finiture.
Ma per l’artista l’aerografo è uno strumento come un altro che richiede conoscenza specifica ed abilità per raggiungere risultati significativi.
Come una pistola a spruzzo, dicevamo, l’aerografo necessita di aria compressa. L’aria, incanalata all’interno del corpo dell’aerografo, aspira la vernice contenuta nell’apposito serbatoio e la spinge attraverso la duse ed il puntale che la nebulizzano in minuscole particelle.
Ed è questo etereo soffio a creare le morbide sfumature che caratterizzano ogni dipinto ad aerografo.
L’artista gestisce questo flusso d’aria e colore attraverso un piccolo tasto-comando azionandolo con pressioni e movimenti infinitesimali.
L’aerografo è uno strumento relativamente moderno. Charles Burdick lo usò per la prima volta nel 1893 per stendere i propri acquarelli in modo morbido ed omogeneo sui propri dipinti.
Da allora l’aerografo è passato per le mani di grandi nomi della storia dell’arte: da Vasilij Kandinskij a Paul Klee, da Man Ray a Max Ernst. Questo strumento è stato ampiamente usato per rappresentare stili e movimenti artistici fra i più disparati: negli anni 20 e 30 artisti d’avanguardia quali i surrealisti ne hanno fatto largo uso mentre l’Art Decò ha rappresentato l’apice della popolarità: in questo periodo è stato utilizzato oltre che per dipinti d’arte, per decorazioni, figurini, moda, poster e design.
Un altro grande momento per l’aerografo fu quello nel quale i grandi illustratori americani si dedicarono ai dipinti di pin up, le bellissime modelle che invasero riviste e calendari. Nomi quali Varga o Petty sono diventati grandi grazie a questi dipinti ad aerografo. Anche il boom dell’automobile contribuì al successo dell’aerografo: solo questo strumento era in grado di raffigurare in modo adeguato le lucide carrozzerie e le cromature scintillanti.
E poi venne il momento dell’arte “psichedelica” e di tutte quelle applicazioni che hanno reso l’aerografo indispensabile; prima fra tutte il foto ritocco, tecnica realizzabile solo con lo stupefacente realismo che le sfumature dell’aerografo possono ottenere.
L’illustrazione pubblicitaria e il custom painting sono altre applicazioni di questo versatile strumento, ma l’utilizzo dell’aerografo è praticamente senza limiti: lo si usa per decorare dolci, per il body painting, per l’animazione e gli effetti speciali in campo cinematografico, per l’incisione su vetro e il modellismo.
Insomma, l’arte “all’aerografo” oggi è tutta intorno a noi; su poster di film, copertine di riviste, CD, sui disegni delle confezioni, sugli Zippo by Mazzi e sulla nuova collezione Visconti by Mazzi!